1900 - 1990 La figurazione a Viareggio nel panorama dell'arte italiana

Si riportano qui di seguito alcune citazioni sul pittore Federico Sartori tratte dal Catalogo della Mostra:

 

 

"In quegli anni (gli anni di Lorenzo Viani, di Galileo Chini, di Moses Levy, di Plinio Nomellini n.d.r) si inserisce anche la figura di Federico Sartori che dall'Argentina torna a Viareggio e entra a far parte di buon diritto fra gli artisti che hanno contribuito a creare l'atmosfera della città, soprattutto la luce locale e i colori della Darsena". (Dal catalogo "Pittura e realtà  1900-1990 La figurazione a Viareggio nel panorama dell'arte italiana" -Caleidoscopio edizioni 2008, "Arte in Versilia" di Lodovico Gierut,pag.44)

 

 

"Un discorso a parte va fatto per Federico Sartori, pittore nato e morto a Milano, ma che durante il suo percorso artistico ed umano ebbe a toccare, e a lasciarvi la propria impronta, la città  di Viareggio, dove al rientro da un periodo trascorso in Argentina, sceglie di vivere per ben quindici anni, dal 1920 a metà  degli anni Trenta. Interprete di un mondo, e di una società, in rapida e profonda trasformazione, di cui coglie con sagacia le caratteristiche fondamentali, rappresenta sulla tela la fatica del vivere quotidiano (il lavoro della pesca, le donne in attesa, i carrettieri), opere in cui spiccano forti dominanti di colore rosso o viola, ma non disdegna di ritrarre la gioia carnevalesca o le eleganti coppie di di signori benestanti durante una partita di tennis; tra le altre realizza anche opere di carattere religioso (circa un'ottantina) che gli vengono commissionate sia in Brasile, che negli Stati Uniti, che in Italia: per queste lavora come affreschista a Viareggio per la chiesa della Misericordia e per le suore Dorotee" (Dal cat.prec."La figurazione in Versilia fra autonomia e tendenze"di Marcella Malfatti, pagg.70,72)"

 Opere esposte:

Entrata delle paranze (Viareggio, 1923 - Olio su tela cm 54 x 76) e Maschere (Viareggio 1931, olio su tela 49 x 75)